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Che cos’è un separatore? Distinguere due sosia muovendo qualcosa

Questo articolo è disponibile in cinque lingue日本語・English・Deutsch・Français・Italiano

Una cassetta da pesca si disordina via via che la si usa. Ami di forma simile ed esche dello stesso colore finiscono nello stesso scomparto, anche se in realtà servivano per pesche diverse.

La fisica ha un problema simile. Il 2 della legge dell’inverso del quadrato, il 2 dei minimi quadrati, il 2 della probabilità quantistica. Il 4π della legge di Gauss, il 4π della formula di diffusione, il 4π di E=4πc². Lo stesso numero, lo stesso simbolo, lo stesso nome ricorrono ovunque nei manuali, e sembra che dietro ci sia un’unica ragione.

Confrontarli a occhio non dirà se sono davvero la stessa cosa. Bisogna muovere qualcosa e vedere se se ne muove uno solo. Se se ne muove uno solo, sono due cose diverse. Nei miei articoli, ciò che si muove si chiama separatore. Due cose che risultano venire da fonti diverse hanno radici distinte; due cose che condividono una fonte hanno la stessa radice.

Il separatore compare in 949 dei miei 1.103 articoli. L’articolo 300, che ha raccolto in un solo luogo i criteri di questo giudizio, è il più citato di tutti i miei articoli: 372 lo riportano in bibliografia. Ma la parola è una mia invenzione, e per chi arriva qui la prima volta dice poco. In questa pagina spiego lo strumento dall’inizio, con cursori da muovere.

Questo articolo riassume lavori che ho pubblicato io stesso come preprint; non sono stati sottoposti a revisione paritaria. Le figure interattive e i numeri calcolati appositamente per questa pagina sono indicati nel punto in cui compaiono.

Tre termini

Separatore
Per due cose che sembrano uguali: ciò che bisogna muovere perché si comportino diversamente. Si enuncia in una frase, nella forma «il separatore è se … o …». Nei miei articoli giapponesi la parola è bunrishi.
Radici distinte
Il numero o l’aspetto sono gli stessi, ma la fonte (la radice) è diversa. In giapponese, bekkon.
Stessa radice
Due cose incontrate in luoghi diversi condividono davvero una fonte. In giapponese, dōkon.

In sintesi

  • Lo stesso numero, lo stesso nome o la stessa forma non fanno di due cose una sola. Il punto di partenza: il solo accordo numerico non vale come stessa radice.
  • Si muove qualcosa. Se le due linee restano insieme, la stessa radice resta possibile; se si incrociano e si allontanano, le radici sono distinte.
  • Un separatore non si mette dove si vuole. È la divisione che si trova scuotendo la cassetta.
  • «Non si muove» richiede un complemento. Alcuni numeri non si muovono con le unità, ma si muovono con l’energia.
  • L’accordo numerico costa poco. Ammettendo più formule, qualsiasi numero viene colpito.
  • La risposta può essere sì oppure no. Se fosse sempre no, sarebbe una premessa e non un giudizio.
  • Lo strumento può girare a vuoto. Nella mia ispezione, un separatore su cinque non funzionava.

Provare sulla Luna e sul Sole

Alzando lo sguardo, la Luna e il Sole hanno quasi la stessa grandezza. Per questo la Luna può coprire appena il Sole in un’eclissi totale. Il Sole è circa 400 volte più largo della Luna e anche circa 389 volte più lontano. C’è una ragione profonda per cui questi due rapporti sono così vicini?

Muoviamo qualcosa e vediamo. La Luna si allontana ora dalla Terra di circa 3,8 cm all’anno: un cursore chiamato epoca cambia dunque la sua grandezza apparente. Provate nella figura qui sotto.

Esperimento 1Muovere il cursore e guardare le due linee

Scegliete una coppia, poi muovete il cursore o passate il dito sulla figura. Guardate se le linee si allontanano o restano insieme.

diametro apparente della Luna
diametro apparente del Sole
differenza

Esperimento 1. La Luna mantiene la velocità di allontanamento attuale (38,3 mm all’anno) e la grandezza del Sole resta fissa. Le testimonianze geologiche suggeriscono che la velocità attuale sia alta sul lungo periodo. La coppia del campo è disegnata con la riga che si sposta di 14,0 GHz per tesla.

Si è mossa solo la linea della Luna. Risalendo il tempo alla velocità attuale, le due linee si incrociano circa 280 milioni di anni fa. Oggi la Luna appare 0,97 volte grande quanto il Sole, e noi semplicemente viviamo vicino all’incrocio. Le loro grandezze simili non hanno una ragione comune. I due hanno radici distinte, e il separatore è l’epoca.

I pulsanti passano a coppie prese dalla fisica.

  • Due 2: l’esponente che livella il peso dei gusci sferici e l’esponente della rotazione galattica piatta valgono entrambi 2 in tre dimensioni. Muovendo la dimensione, se ne muove uno solo (articolo 1092; la pagina del teorema di unicità).
  • Due «uno in meno»: i legami di una fila di perline sono uno in meno delle perline, e l’esponente del guscio è uno in meno della dimensione. Ma chiudendo la fila ad anello, se ne muove uno solo. Uno contava i buchi, l’altro le dimensioni (articolo 1052).
  • Campo e riga spettrale: una singola riga spettrale di un atomo si divide in tre in un campo magnetico (effetto Zeeman). Stati diversi erano sovrapposti.
  • Luce e gravità: l’esponente della luce che si dirada e quello della gravità di un punto si muovono insieme quando cambia la dimensione. Le linee non si allontanano.
  • Adsorbimento ed elettroni: l’adsorbimento di Langmuir, dalla chimica delle superfici, e la distribuzione di Fermi, dalla fisica dei solidi. Un cambio di variabile rende nulla la differenza (articolo 284).

Definire con due linee

Tutto questo sta in un’immagine.

A sinistra le linee degli esponenti della luce e della gravità sono sovrapposte. A destra l’esponente del guscio e quello della rotazione si incrociano in tre dimensioni
Figura 1. Le due linee a sinistra sono sovrapposte in ogni dimensione. Le due a destra si limitano a incrociarsi, in un punto a tre dimensioni. In tre dimensioni entrambe le coppie sembrano lo stesso 2.
Che cos’è un separatore

Si prendano due grandezze che mostrano lo stesso valore o la stessa forma, e si muova una delle condizioni. Se se ne muove una sola, o se le due si allontanano, hanno radici distinte. La condizione mossa si chiama il loro separatore.

Un accordo numerico guarda un solo punto di una linea. Stando dove due linee si incrociano, linee diverse mostrano lo stesso valore. Per vedere le linee stesse bisogna muoversi. Con le parole dell’articolo 300, un separatore risponde alla domanda: «che cosa bisogna muovere perché stessa e distinte si scambino di posto?»

Un separatore si enuncia in una frase, nella forma «il separatore è se … o …». Eccone alcuni presi da articoli veri.

ArticoloChe cosa è stato separatoSeparatore
Articolo 1052due tipi di «uno in meno»se si muove quando si cambia la topologia
Articolo 1055le cifre della velocità della luce vicine a 300 milionise le cifre si muovono quando si cambiano le unità
Articolo 1056come si muove la costante di struttura finese il numero si muove con le unità o con l’energia
Articolo 1058due tipi di «esatto»se una grandezza ha una dimensione, è un intero, o nessuna delle due
Articolo 1092i due 2 della densità 1/r²la dimensione dello spazio
Articolo 284la famiglia delle formule di adsorbimentose il numero di posti è finito
Articolo 1102film di sapone e catenase un vincolo di lunghezza dà la libertà di spostarsi in su e in giù
Articolo 1104la curvatura di un foglio e quella della Terrase una curvatura è fissata dalle lunghezze nella superficie o vista dall’esterno

Un separatore agisce dove aspetto e radice non concordano. In una tabella, sono queste due caselle.

Stessa radiceRadici distinte
Stesso aspettol’1/r² della luce e l’1/r² della gravitàil 2 dei gusci e il 2 della rotazione; Luna e Sole
Aspetto diversoadsorbimento di Langmuir e distribuzione di Fermiil caso ordinario, in cui non c’è nulla da separare

Scuotere la cassetta da pesca

Immaginate una cassetta senza divisori con dentro sei gettoni segnati 2. Ognuno è un 2 che in fisica o in matematica compare come «quadrato». Nell’articolo 157 ho rivolto loro una sola domanda: che cosa bisogna muovere perché quel 2 si muova? La cassetta qui sotto fa lo stesso.

Esperimento 2Scuotere la cassetta e dividere i gettoni

Muovete i tre cursori. «Scuoti la cassetta» li muove tutti e tre insieme.

Esperimento 2. La posizione orizzontale di un gettone è il valore del suo esponente. L’esponente dell’inverso del quadrato è d − 1, quello dei minimi quadrati è il p della distribuzione dell’errore e−|r|p, quello di Itô è 1/H.
  • Il 2 dell’inverso del quadrato: il 2 di 1/r² per la luce e la gravità. Si muove con la dimensione dello spazio.
  • Il 2 dei minimi quadrati: il quadrato usato per adattare una retta ai dati. Si muove con la forma ipotizzata degli errori. Con la distribuzione di Cauchy, dalle code spesse, l’errore con i quadrati si è gonfiato fino a 128,3741, mentre quello con i valori assoluti è rimasto a 0,2632.
  • Il 2 di Itô: il quadrato dell’agitazione del moto browniano. Si muove con la rugosità del cammino.
  • Il 2 di Born: il 2 per cui la probabilità quantistica è il quadrato dell’ampiezza. La somma si conserva nella trasformazione solo per i quadrati, quindi non ha dove andare.
  • Il 2 di Clifford: un 2 nella definizione stessa dell’algebra. Non c’è un parametro da muovere.
  • Il 2 della rotazione piatta: l’esponente della rotazione galattica. Resta fermo quando si muove la dimensione dello spazio.

Scuotendo la cassetta, i gettoni vanno nei loro scomparti e compaiono i divisori. Questo è il punto importante. Non ho messo quei divisori dove volevo io. La cassetta è stata scossa, e lì si è divisa.

Una classificazione può seguire qualsiasi asse. Un separatore no. Se infilate un divisore e i due lati si comportano allo stesso modo, non separa nulla e va tolto. Un separatore non si mette, si trova.

Guardate anche i tre gettoni che non si sono mossi. Non è dimostrato che abbiano la stessa radice. Sappiamo solo che questi tre cursori non li hanno separati.

Un nome, due cose: la velocità di un’onda

Non si separano solo i numeri, ma anche i nomi. «Velocità dell’onda» comprende in realtà due velocità: quella di una cresta (velocità di fase) e quella del pacchetto (velocità di gruppo). Per la luce nel vuoto sono uguali, e basta una parola sola.

Ciò che si muove è la relazione tra la frequenza ω e il numero d’onda k. Se ω è proporzionale a k alla s, la velocità di gruppo è s volte la velocità di fase.

Esperimento 3Guardare la cresta e il pacchetto

Muovete s. Il punto dorato è una cresta, il triangolo segna il centro del pacchetto.

velocità di gruppo ÷ velocità di fase

Esperimento 3. Il graduale cambiamento di forma del pacchetto è omesso.

In acqua profonda il pacchetto va a metà della velocità delle creste. In un’onda di materia è il contrario, al doppio. Le due linee si incrociano a s = 1, e possiamo dire «velocità dell’onda» con una parola sola soltanto quando parliamo di quell’incrocio. Il separatore è se la velocità di un’onda dipende dalla sua lunghezza d’onda.

«Non si muove» richiede un complemento

C’è più di un cursore. Le cifre della velocità della luce, 299.792.458, e l’inverso della costante di struttura fine, 137,035999177, sembrano entrambi numeri scomodi. Sono scomodi allo stesso modo? Proviamo due cursori.

Esperimento 4Due cursori su quattro numeri

Un pulsante passa a quella condizione. Le righe che si sono mosse cambiano colore.

GrandezzaValore attualeChe cosa la muove
cifre della velocità della luce299.792.458le unità
inverso della costante di struttura fine137,035999177l’energia
rapporto tra le masse di protone ed elettrone1836,152673nessuna delle due
numero del gradino dell’effetto Hall quantistico1un intero, senza valori intermedi
Esperimento 4. Il pulsante delle unità sostituisce il secondo con il secondo decimale fissato dalla Francia nel 1793 (0,864 secondi di oggi). Il pulsante dell’energia dà il valore misurato alla massa del bosone Z.

Le cifre della velocità della luce si muovono con le unità, perché sono una traccia dei righelli umani (articolo 1055). 137 non si muove con le unità, ma con l’energia passa a 128,939785 (articolo 1056). Il rapporto tra le masse non si muove con nessuna delle due. Il numero del gradino è un intero e non può assumere valori intermedi quando si cambiano le cose con continuità (articolo 1058).

Dire «questo numero non si muove» di per sé non significa nulla. Diventa un giudizio solo quando si dice rispetto a che cosa. Due cose che un cursore non separa sono spesso separate da un altro.

L’accordo numerico costa poco

Eppure, quando i numeri coincidono esattamente, si sente che ci deve essere una ragione. Questa sensazione è molto forte. Eddington ricavò 136 per l’inverso della costante di struttura fine e, quando la misura risultò più vicina a 137, aggiunse uno (articolo 101). Quanto è facile, dunque, ottenere un accordo numerico? Contate voi stessi.

Esperimento 5La macchina che fa coincidere i numeri

Scegliete un bersaglio o scrivete un numero qualsiasi. Allargando la tolleranza o aggiungendo formule, i colpi aumentano.

colpi16
formule provate
media di 40 bersagli casuali

    Esperimento 5. Le formule hanno la forma (m/n)·πp, con p da −4 a 6. Ammettendo le radici, in p entrano passi di 1/2, 1/3 e 1/4. Il blu è il bersaglio inserito, l’oro la media di 40 bersagli casuali dello stesso ordine di grandezza.

    Sulle stesse 10.769 formule dell’articolo 1056, 16 formule colpiscono 1/α con una tolleranza dell’1 per cento. La media per 40 bersagli casuali è 15,00, quasi uguale. Al 5 per cento si ha 81 e 77,18. A fissare il numero di colpi non è il bersaglio, ma il numero di formule e la larghezza della tolleranza.

    Restringendo la tolleranza allo 0,0263 per cento, la distanza di 1/α da 137, i colpi scendono a 0. Portando le formule a 61.684, colpisce (47/6)·π5/2 = 137,031777. Sembra voler dire qualcosa, ma anche i bersagli casuali ottengono in media 1,08 colpi.

    Certo, non ogni accordo è un caso. La formula di Balmer per le righe dell’idrogeno (1885) sembrava un gioco di numeri, e Bohr (1913) ne trovò la radice. La legge di Titius-Bode sulle distanze dei pianeti fallì con Nettuno. Al momento della scoperta, le due sembrano uguali. Per distinguerle bisogna esaminare non l’accordo, ma ciò che lo ha prodotto.

    Quando la risposta è sì

    Si potrebbe pensare che un separatore sia uno strumento per dire «sono diversi». Non è così. Quando ho contato nell’articolo 300, dei 298 articoli precedenti 43 avevano risposto «radici distinte» e 23 «stessa radice». Il rapporto è 1,87 a 1, e 6 articoli avevano fatto entrambe le cose. Se la risposta fosse sempre no, sarebbe una premessa e non un giudizio. Che ci siano due tipi di risposta è la prova che si sta giudicando.

    Ecco alcuni esempi di sì.

    • Il π dell’angolo solido e il π dell’integrale di Gauss hanno la stessa radice: si muovono insieme quando si muove la dimensione. Il π della serie di Ramanujan, invece, non ha una dimensione da muovere (articolo 31).
    • Il 2π dell’effetto Unruh e quello della radiazione di Hawking hanno la stessa radice (articolo 142).
    • Il 4π nella velocità con cui una cellula cattura molecole ha la stessa radice del 4π della legge di Gauss, perché l’equazione è la stessa (articolo 249).
    • L’adsorbimento di Langmuir e la distribuzione di Fermi hanno la stessa radice: un posto è vuoto o ne contiene uno (articolo 284).

    Per dire sì non basta che le linee sembrino sovrapposte, perché a un cursore che non separa può seguirne uno che separa. L’articolo 300 ha raccolto cinque criteri sparsi nell’insieme dei lavori.

    CriterioChe cosa guardaChe cosa chiede
    Muovere una variabile (articoli 31, 36, 101)se l’accordo dura quando ci si muovenon un punto, ma in movimento
    Una corrispondenza che conserva l’identità (articolo 56)se c’è una corrispondenza tra gli oggettinon valori, ma una corrispondenza
    Il cammino (articolo 279)da quale derivazione vienenon il risultato, ma il percorso
    Ciò che una grandezza porta con sé (articolo 116)proprietà come la dimensione di massanon il numero, ma la dimensione
    Il numero di applicazioni (articolo 153)che cosa si è personon l’aspetto, ma che cosa si è perso

    Ecco un esempio di ciò che una grandezza porta con sé. Il 4π dell’angolo solido non ha unità. Il 4π messo al posto della m di E=mc² (E=4πc²) porta l’unità di una massa. Il numero è lo stesso, ma il posto è diverso, quindi le radici sono distinte (articolo 60).

    I cinque non dicono la stessa cosa. Ma nessuno accetta «i valori coincidono» come prova. La forma più forte è la definizione dell’articolo 56, secondo cui il solo accordo numerico non vale come stessa radice. Ciò che si esamina non è l’accordo, ma ciò che lo ha prodotto. Se i cinque si possano ridurre a uno, l’articolo 300 lo lascia aperto: per chiedere se dei criteri hanno la stessa radice serve un criterio.

    Come si usa: cinque passi

    1. Elencare tutto ciò che porta lo stesso nome, lo stesso numero o la stessa forma.
    2. Per ciascuno, scrivere che cosa bisogna muovere perché il suo valore o la sua forma cambino: la dimensione dello spazio, la scelta delle unità, le condizioni al contorno, i rapporti di grandezza, i modi di contare e così via.
    3. Muoverlo davvero. Se le risposte si separano, ciò che si è mosso è il separatore. Enunciarlo in una frase.
    4. Dare etichette separate alle cose separate.
    5. Se non si separano, tenerle come candidate alla stessa radice e verificarle con il cammino o la corrispondenza. Scrivere separatamente ciò che si può dire e ciò che non si può dire.

    La procedura non è limitata alla fisica. Ogni volta che ci si chiede se due cose chiamate con una parola siano davvero la stessa, si può applicare, in qualsiasi campo. Anche un’IA può aiutare: il server MCP dei miei articoli contiene questa procedura con il nome bunrishi.

    Lo strumento gira a vuoto

    Uno strumento usato mille volte si consuma. Ogni cento articoli faccio un censimento contando a macchina i miei articoli, e anche il separatore ha passato questa ispezione.

    Nell’articolo 600 ho letto i 39 articoli numerati da 501 a 599 che avevano risposto «stessa radice». Di questi, 30 (0,769231) chiamavano stessa radice due risultati di una sola formula. Se vengono entrambi da una formula, non avrebbero mai potuto avere radici distinte: nessun giudizio era stato dato. D’altra parte, non c’era un solo caso di ciò che l’articolo 300 temeva, la stessa radice per il solo accordo numerico.

    Nell’articolo 700 ho letto i 188 separatori che si potevano estrarre. Di questi, 32 (0,206452) usavano solo parole già presenti nel titolo, e 28 di essi (0,875000) si limitavano a ripeterlo. In un articolo intitolato «X è due cose», il separatore «X si divide in due» non separa nulla. Perciò ho aggiunto una regola: un separatore deve contenere almeno una parola che non sia nel titolo.

    Provate a dire quali funzionano e quali girano a vuoto.

    Esperimento 6Questo separatore funziona?

    Rispondete a ciascuno con i pulsanti.

    1. Un articolo intitolato «La massa è due cose», con il separatore «che la massa si divide in due».

      Ripete il titolo. Non dice che cosa bisogna muovere.

    2. Il separatore delle cifre della velocità della luce e di 137: «se il numero si muove quando si cambiano le unità».

      Ciò che si muove è nominato, e se ne muove davvero uno solo.

    3. «Energia e quantità di moto vengono dalla stessa formula, quindi hanno la stessa radice.»

      Ciò che si sa venire da una sola formula non avrebbe mai potuto avere radici distinte. Nessun giudizio è stato dato.

    4. «Entrambi danno 12,566, quindi i due 4π hanno la stessa radice.»

      È il solo accordo numerico. Non si è mosso nulla.

    5. Il separatore delle due velocità: «se la velocità di un’onda dipende dalla sua lunghezza d’onda».

      Dove non dipende, le due si sovrappongono; dove dipende, si allontanano.

    Esperimento 6. Le frasi sono state scritte per questa spiegazione. I modi di girare a vuoto sono quelli trovati nell’articolo 600 e nell’articolo 700.

    Accanto a idee simili

    La procedura di muovere qualcosa per verificare non è una mia invenzione. È scienza ordinaria, e da tempo ha diversi nomi. Messi uno accanto all’altro, mostrano il posto del separatore.

    NomeChe cosa si muoveChe cosa diceDifferenza dal separatore
    Metodi della differenza e delle variazioni concomitanti di Mill (1843)una circostanzauna causa candidataMill cerca cause. Il separatore chiede se due cose sono la stessa
    Intervento (Pearl)una variabile fissata dall’esterno, do(x)correlazione o causalitàLa stessa divisione tra vedere e muovere. Il separatore si usa anche su formule e costanti
    Rimuovere una degenerazione (Zeeman 1896)una forza esterna come un campo magneticoche stati di uguale energia sono diversiUn separatore all’opera nella fisica stessa
    Legge di Leibniznon si muove nulla, si confrontano proprietàstesse proprietà, stessa cosa; una proprietà diversa, cose diverseBasta una proprietà diversa. Il separatore la nomina
    Funzioni che separano i punti (teorema di Stone-Weierstrass)una famiglia di funzionise due punti qualsiasi si distinguonoUna condizione matematica per avere abbastanza strumenti di distinzione
    Separatore nella teoria delle categoriele frecce uscenti da un oggetto Sse due frecce sono ugualiStesso nome e stessa forma. La mia parola serve a separare le fonti delle grandezze

    L’ultima riga condivide perfino la parola. Nella teoria delle categorie, un oggetto S si chiama separatore se il confronto tramite le frecce uscenti da S basta a distinguere due frecce. La forma dell’idea, che un test che distingue due cose le rende diverse, esisteva già nella matematica.

    Che cosa è noto, e dove comincia il mio lavoro

    • Che cosa è noto: la procedura di cambiare una condizione e guardare il risultato; le idee della tabella qui sopra; i fatti di fisica e matematica usati in questa pagina (effetto Zeeman, velocità di fase e di gruppo, legge di Gauss e così via).
    • Che cosa hanno aggiunto i miei articoli: il nome separatore e la forma in una frase; la regola per cui ogni articolo enuncia il suo separatore (tutti gli articoli dal numero 301 in poi ne hanno uno); la raccolta di cinque criteri per la stessa radice (articolo 300); la verifica con i miei conteggi di ciò che funziona, e il cambiamento della regola (articolo 600 e articolo 700); ogni singola separazione (il censimento dei 2, la velocità della luce e 137, «uno in meno» e altre).
    • Che cosa ordina di nuovo questa pagina: l’immagine delle linee che si sovrappongono o si incrociano, l’esempio della Luna e del Sole, la cassetta che si scuote, la forma della macchina che fa coincidere i numeri. Tutte le formule sono riordinamenti di risultati noti, e nulla di questo è ancora diventato un articolo.

    Un separatore dice se due cose sono diverse. Non dice perché un valore è quello che è. Non ho una risposta alla domanda perché 137 sia 137. Non si afferma alcuna nuova legge fisica.

    Nell’insieme degli articoli

    Alla fine di ottobre 2026 ho 1.103 articoli. Nel testo giapponese, bibliografia esclusa, separatore compare in 949 articoli (5.296 volte), radici distinte in 543 (2.135 volte) e stessa radice in 387 (1.029 volte). Il primo separatore è nell’articolo 23, e dal numero 301 in poi non c’è una sola eccezione.

    Grafici a barre per fasce di numeri: articoli con separatore e articoli che citano l’articolo 300
    Figura 2. In alto il numero di articoli con separatore. In basso il numero di quelli che citano l’articolo 300 in bibliografia; da 301 a 600 lo fanno quasi tutti.

    372 articoli citano l’articolo 300 in bibliografia, il 33,7 per cento del totale. Contando leggendo la bibliografia voce per voce, sono 4,38 volte gli 85 dell’articolo 95, al secondo posto.

    Grafico a barre orizzontali dei dieci articoli più citati in bibliografia. L’articolo 300 è primo con 372
    Figura 3. I dieci articoli più citati in bibliografia, contati voce per voce.

    Per proseguire suggerisco quest’ordine. Gli articoli sono citati con il titolo inglese.

    • Articolo 300, «The Three Hundredth Census: Whether Two Things Share a Root Is Decidable»: la raccolta dei criteri.
    • Articolo 56, «A Structural Study of the 4π Patch»: la definizione secondo cui il solo accordo numerico non vale come stessa radice.
    • Articolo 100, «The Crossing of Royal Roads»: la regola per cui una parola può avere più radici distinte.
    • Articolo 16, «The Equals Sign Has Distinct Roots Too»: il segno di uguale diviso in sei.
    • Articolo 157, «A Census of the Twos»: la fonte dell’esperimento 2.
    • Articolo 600, «The Six Hundredth Census», e articolo 700, «The Seven Hundredth Census»: ispezioni dello strumento stesso.
    • Articolo 1052, «Two Kinds of Subtracting One: One Counts Holes, the Other Counts Dimensions».
    • Articolo 1055, «The Speed of Light Is Near Three Hundred Million Because Length Is Decimal and Time Is Sexagesimal».
    • Articolo 1056, «The Fine-Structure Constant Does Not Move with the Units, but It Moves with Energy».
    • Articolo 1058, «There Are Two Kinds of Exactness: One Is Set by the Units, the Other Is Unmoved by Continuous Deformation».

    Saggi collegati si trovano su note (in giapponese): sul separatore, su 4π, sulle cifre della velocità della luce, su 137 e sulle unità.

    Domande

    Come si dicono queste parole in giapponese?

    Nei miei articoli giapponesi, separatore si dice bunrishi, radici distinte bekkon e stessa radice dōkon.

    In che cosa differisce da una classificazione?

    Una classificazione può seguire qualsiasi asse. Un separatore può stare solo dove le cose si separano davvero quando si muovono. Se non si separano, quell’asse non è un separatore.

    Cose con radici distinte non hanno alcun rapporto?

    No. Significa solo che le loro fonti sono diverse. Che due radici distinte coincidano in un punto può avere di per sé un significato. La coincidenza di 2 e 3 in tre dimensioni è trattata nella pagina del teorema di unicità.

    Se non si trova un separatore, hanno la stessa radice?

    No. Semplicemente non è stato trovato. La stessa radice resta candidata. Per affermarla si mostra il cammino di derivazione o una corrispondenza.

    Ogni accordo numerico è un caso?

    No. Alcuni, come la formula di Balmer, hanno una radice. Un accordo è un motivo per indagare, non una prova di stessa radice.

    Ha a che fare con i separatori delle batterie?

    No. «Separatore» è una parola comune in molti campi. In questa pagina indica ciò che separa le fonti di due cose che sembrano uguali.

    Articoli e fonti

    Tutti gli articoli sono pubblicati con licenza CC BY 4.0. La scheda dell’articolo 300 si trova nella sua pagina YOI.

    Queste sono le principali fonti verificate per questa pagina.

    • Mill, J. S. (1843). A System of Logic: i metodi della differenza e delle variazioni concomitanti.
    • Leibniz, G. W. (1686). Discours de métaphysique, sezione 9: l’identità degli indiscernibili, all’origine di ciò che si chiama legge di Leibniz.
    • Balmer, J. J. (1885), Bohr, N. (1913): la formula delle righe dell’idrogeno e la sua spiegazione.
    • Zeeman, P. (1896–1897): la divisione delle righe spettrali in un campo magnetico.
    • Eddington, A. S. (1946). Fundamental Theory: attraverso l’articolo 101.
    • Pearl, J. (2000). Causality: l’intervento e la notazione do.
    • nLab, voce «separator»: il separatore della teoria delle categorie (detto anche generatore).
    • Teorema di Stone-Weierstrass: le famiglie di funzioni che separano i punti.
    • Legge di Titius-Bode: il suo fallimento con Nettuno (scoperto nel 1846).
    • Telemetria laser della Luna: l’allontanamento di 38,30 mm all’anno.